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Il tramonto delle borse di studio universitarie in Inghilterra

A partire dall’inizio del prossimo anno accademico i ragazzi inglesi che decideranno di iscriversi alle università del proprio Paese non potranno beneficiare di alcun tipo di borsa di studio statale.

È quanto ha deciso il governo britannico, a metà gennaio, che non dà segni di tornare indietro su questa scelta definitiva nemmeno di fronte alle numerose proteste studentesche e agli appelli dell’opposizione.

Dunque, non ci sarà più alcun tipo di sussidio che contribuisca alle spese che le famiglie dovranno affrontare per far fronte ai costi della vita universitaria dei ragazzi. I nuovi immatricolati potranno usufruire soltanto dei prestiti che andranno a sostituire completamente tutte le altre forme di benefici previste fino a quest’anno.

L’Inghilterra è già la nazione con le tasse universitarie più alte d’Europa e dove non è possibile ambire a esenzioni meritocratiche nemmeno parziali. Con l’eliminazione anche delle borse di studio per reddito, l’Inghilterra rischia di diventare un Paese che davvero sbarra la strada verso la laurea a una larga fetta della popolazione.

Nel 2012, in Inghilterra si era già assistito a una radicale revisione del sistema di istruzione superiore che aveva visto triplicarsi le tasse di iscrizione per l’accesso alle università. Da settembre prossimo, con il nuovo schema di diritto allo studio, non sarà più possibile ottenere borse di studio e, inoltre, ci sarà un cospicuo rialzo dell’importo massimo delle tasse. Da 3.000 fino addirittura a 9.000 sterline per le università che possono vantare e dimostrare di offrire insegnamenti d’eccellenza.

Le tasse, però, non vengono pagate immediatamente ma solo dopo la laurea, quando lo stipendio dei laureati supera la soglia delle 21.000 sterline l’anno. E questo è un modello assolutamente unico in Europa.

Borse di studio e prestiti ovviamente non sono la stessa cosa. Infatti, ottenere un prestito ha come prima conseguenza quella di accumulare un debito verso lo Stato. La considerazione ufficiale che ha portato alla decisione di adottare un diverso sistema di sussidi universitari è che “l’ingiustizia di base – sono parole di George Osborne, il cancelliere dello scacchiere britannico (titolo equivalente al nostre ministro dell’Economia) – sta nel chiedere ai contribuenti di pagare borse di studio a persone che poi probabilmente guadagneranno molto più di loro”.

La manovra di questo nuovo sistema potrà forse dare un iniziale sollievo alle casse statali, ma poi rischia di rivelarsi un boomerang. Infatti, l’Institute for Fiscal Studies ha stimato che solo un quarto dei prestiti elargiti nei prossimi anni ai ragazzi che decideranno di intraprendere il percorso degli studi universitari potrà essere restituito.

“Praticamente questa riforma è l’esatta antitesi di quello che proponiamo noi” ha dichiarato a Iostudionews Riccardo Laterza, portavoce nazionale di Rete della Conoscenza.

“Purtroppo si tende sempre più a considerare l’istruzione e la cultura come costi privati, anziché come investimenti pubblici – ha detto Laterza – e, invece, la nostra soluzione sarebbe di completa rottura rispetto all’attuale sistema formativo: rendere l’istruzione e la cultura di qualità e gratuite”. È questa la prospettiva di Free education, alla quale arrivare gradualmente attraverso 5 proposte attuabili da subito.

“Come prima cosa – ha spiegato Laterza – l’assoggettamento all’Irpef delle rendite finanziarie, poi il dimezzamento delle spese per l’acquisto di nuovi armamenti militari. Altre possibilità – ha aggiunto – sarebbero limitare gli stanziamenti per le scuole private, ripensare il ‘Bonus cultura’ di 500 euro per i 18enni e, infine, anche rivedere la norma sul diritto d’autore per far fronte al caro libri”.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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fonte: centroscacchi.it

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