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Accesso a Medicina con test o senza test? Questo è il dilemma.

La questione dei famigerati test d”ingresso alla scuola di Medicina divide ormai l’opinione pubblica da diversi anni.

Ingresso con test o senza test? questo è il dilemma.

Da un lato associazioni studentesche e una parte degli studenti si schierano contro il numero chiuso. “Non può essere un test a crocette a segnare il futuro di un giovane” lamentano da più parti. Nello schieramento opposto invece c’è chi sostiene che il numero chiuso sia indispensabile per garantire un futuro occupazionale ai neo-medici. <<Non si vuole negare nessun diritto ad alcuno- dichiara uno studente di medicina– rendere accessibile il corso di laurea in medicina a tutti è una pura follia, se alla fine del percorso non vi sono borse di specializzazioni e posti occupazionali per tutti. Già da anni notiamo che il numero dei laureati in medicina sia maggiore rispetto alla borse di specializzazione disponibili>>.

IL CASO ENNA

Ad infiammare ancor più gli animi è stata la notizia apparsa sui giornali nel mese di Agosto scorso circa l’apertura della prima facoltà di medicina straniera sul suolo italiano, nel capoluogo ennese, nel cuore della Sicilia. L’iniziativa nasce dall’accordo con l’università “Dunarea” sottoscritto dalla fondazione Proserpina guidata dall’ex senatore Pd Vladimiro Crisafulli.

<<Ci chiediamo come sia possibile- scrivevano in una nota gli studenti dell’Udu che da sempre si sono battuti per l’abolizione del numero chiuso– che a distanza di così pochi chilometri, nello stesso territorio possa avvenire una simile discriminazione: chi potrà pagare un’università privata avrà accesso agli studi in Medicina mentre tutti gli altri resteranno vincolati dalla legge che regolamenta l’accesso a tale facoltà. Il diritto agli studi non può in alcun modo essere vincolato dal potere finanziario degli aspiranti studenti. La nostra non è una crociata contro un’università ma in favore di un diritto, l’unica soluzione che pensiamo possa mettere sullo stesso livello ogni studente è quella dell’abolizione del numero chiuso anche negli atenei pubblici, altrimenti staremo giustificando una vicenda che ha tanto il sapore della solita “trovata all’italiana>>.

Nonostante le polemiche degli ultimi mesi e i richiami da parte del Miur, alla fine la facoltà di Medicina a Enna ci sarà. Nei giorni scorsi difatti il Tribunale di Caltanissetta ha rigettato il ricorso presentato dal Ministero all’istruzione che chiedeva di bloccare i corsi. Ma ciò nonostante il Ministro Giannini ha sottolineato che nessun accreditamento da parte del Miur è stato riconosciuto all’università rumena>>.

NOVE MILA STUDENTI IN PIU’ NELLE SCUOLE DI MEDICINA.

Nell’anno 2014/2015  migliaia di  studenti, dopo aver presentato e vinto il ricorso contro il test di medicina, si sono potuti immatricolati al corso di laurea tanto ambito. Le difficoltà affrontate dalle scuole di Medicina per garantire le lezioni e i tirocini all’interno delle strutture ospedaliere non sono state poche. Dopo la sentenza della magistratura per alcuni insegnamenti sono state introdotte le lezioni in streaming e si è andato alla ricerca di aule capienti e funzionali per garantire le lezioni frontali e quindi una buona didattica. A Palermo sono stati circa un migliaio gli studenti in più che si sono immatricolati nel corso di laurea in medicina e chirurgia. “Ciò che è successo nel corso dello scorso anno- dichiara un rappresentante degli studenti– ci dovrebbe far capire quanto sia impossibile al momento garantire indistintamente a tutti l’accesso alla facoltà. Mancano strutture adeguate per poter accogliere una mole di studenti così elevata. Lo scorso anno solo perchè erano appena mille le matricole in più, si è riuscito a trovare una quadra con non pochi problemi e gli studenti hanno potuto frequentare le lezioni regolarmente. Immaginiamo se invece di mille fossero stati cinque mila gli studenti. Il numero aperto oggi non mi pare essere una grande soluzione”.

Insomma, da una parte ci sono studenti che rivendicano il diritto di iscriversi al corso di laurea che preferiscono, dall’altra le naturali considerazioni che permettono di regolare l’accesso ad un settore che rischia di creare un’enorme bolla nei prossimi anni. A chi dare ragione?

L’abolizione del numero chiuso di certo non si può immaginare da un giorno all’altro e neppure da un anno all’altro. La questione andrebbe valutata nel complesso. Forse sarebbe meglio pensare, prima di voler annullare il numero chiuso, a nuove strutture e soprattutto all’ampliamento delle borse di specializzazione e alla creazione di nuovi posti occupazionali, altrimenti il numero aperto rischierebbe di creare una nuova generazione di “medici senza lavoro“.

Riguardo Angelo Casano

Angelo Casano
Nato a Pantelleria il 12-11-1991, studente presso il corso di laurea in medicina e chirurgia dove ha ricoperto la carica di rappresentante del corso di studi. Scrive anche per il blog www.agorapnl.it e www.infouni.it

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