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fonte: unipa.it
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Unipa e la raccolta differenziata: oggi vediamo tappi, domani guardiamo al futuro

L’Università degli Studi di Palermo promuove il progetto Wasteland, frutto dell’impegno e dell’intraprendenza dell’architetto ed artista lucchese Maria Cristina Finucci, che si propone di coinvolgere istituzioni pubbliche, imprese private e realtà sociali al fine di sensibilizzare il mondo sul tema delle Garbage Patch, ossia le enormi isole di plastica che galleggiano negli oceani di tutto il mondo, tramite il potere evocativo dell’arte.

L’Università di Palermo in particolare ha attivato un profondo coinvolgimento degli studenti delle scuole, universitari e delle associazioni, e ha organizzato un incontro, in occasione del terzo anniversario del progetto, per giorno 11 Aprile 2016 in Aula Capitò (Ed. 7, Scuola Politecnica). L’incontro sarà aperto a tutta la cittadinanza, alla presenza del rettore Fabrizio Micari, dell’artista M. Cristina Finucci e di personalità accademiche e politiche per promuovere l’iniziativa e lanciare la grande raccolta tappi all’interno dell’Ateneo di Palermo, presso le scuole ed altre strutture cittadine e che saranno infine destinati ad iniziative di beneficenza promosse dall’Associazione Libera Palermo contro le mafie.
In un futuro prossimo potremmo vedere approdare la raccolta differenziata in tutte le sedi accademiche dell’Ateneo palermitano, ma per il momento sono stati predisposti i punti di raccolta dei tappi di plastica nelle sedi dell’università, per contribuire a tale grande progetto di sensibilizzazione.

fonte: unipa.it
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Ma da cosa nasce questo progetto?
Il NOAA, l’agenzia ambientale governativa americana, ha stimato come queste isole, formate da spazzatura e composte al 90% da materiali plastici, occupino una superficie totale pari a circa 16 milioni di km2: quasi il doppio della superficie del continente Europeo.
La plastica negli oceani va incontro a processi chimici, e tende a frammentarsi fino a raggiungere dimensioni microscopiche, venendo spesso scambiata per cibo dai pesci e così fluisce attraverso le reti alimentari. Maria Cristina Finucci l’11 aprile del 2013 a Parigi, nella sede dell’Unesco, ha ufficializzato il Garbage Patch State, una vera e propria nazione comprendente queste isole, dotata di simboli tangibili, come una propria bandiera, una costituzione, delle leggi e delle ambasciate (http://www.garbagepatchstate.org/). L’elemento caratterizzante, tangibile e riconoscibile del Garbage Patch State sono i tappi di plastica colorati, simbolo di uno “stato dei rifiuti” destinato a colonizzare il mondo e dunque presenti in tutte le installazioni artistiche. Maria Cristina Finucci è riuscita a coinvolgere in poco tempo diversi organismi internazionali tra le quali molte università.
I tappi di plastica sono il filo conduttore dell’opera artistica e divulgativa di Maria Cristina Finucci, ma la difficoltà di reperirli, trasportarli ed aggregarli tra loro non è secondaria negli sforzi economici e logistici del progetto Wasteland. Per questo le università Roma Tre e l’Università degli Studi di Palermo si sono impegnate attivamente nella realizzazione della prossima opera dell’artista, la cui inaugurazione è prevista il 4 giugno 2016 sull’isola di Mothia, in Sicilia.

Riguardo Giuseppe Palazzotto

Studente in Ingegneria Informatica, Laurea Magistrale. E' stato rappresentante degli studenti presso la Scuola Politecnica ed il Consiglio di corso di studi. E' tra i fondatori del blog www.lalapa.it Nel sociale svolge attività con il Rotaract Club Palermo Agorà. E' stato giocatore a livello agonistico di scacchi ed ora nel tempo libero svolge attività riconosciuta dal Coni e dalla Federazione come istruttore ed arbitro.

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