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“87 ore”. Costanza Quatriglio e il caso Mastrogiovanni

Prima dell’inizio del Festival delle Letterature Migranti, domenica 9 ottobre, alle 16.00, al cinema Rouge et Noir, è stata messa in scena la prima proiezione a Palermo di “87 ore”. La regista Costanza Quatriglio, con il patrocinio di Amnesty International Italia e in collaborazione con l’associazione “A buon diritto” ha trasformato un terribile fatto di cronaca in un film che unisce impegno civile e originalità formale.

“87 ore” tratta il caso di Franco Mastrogiovanni, maestro di elementari e anarchico, girato da Costanza Quatriglio, filmaker palermitana premiata in vari festival. A presentarlo è stato Gian Mauro Costa, il quale ha introdotto la presentazione affermando che la costrizione fisica a cui è stato sottoposto Franco Mastrogiovanni durante il ricovero, non si discosta da quella vissuta dai migranti portati a fuggire dalle proprie terre natìe verso altri luoghi o destinati a soffrire e morire in mare durante le grandi traversate, in una lenta agonia fisica che non ha sempre un finale felice.

Il film ha inizio dal momento in cui Franco Mastrogiovanni, in seguito a un TSO, viene ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania, la mattina del 31 luglio del 2009. Per ottantasette ore, resterà con mani e piedi legati al letto, momenti durante i quali si consumerà il suo tragico epilogo, nella notte del 4 agosto, a seguito di un edema polmonare.

Questo fatto di cronaca, molto attuale, è stato denunciato proprio da Costanza Quatriglio che ha riportato delle videoregistrazioni, supportate da immagini che testimoniano il mancato soccorso che avrebbe provocato poi la morte di Franco Mastrogiovanni. Il tutto è scandito dalle voci di testimoni e parenti e dalle dichiarazioni dei processi. Il film rivela così la sua essenza amara che svela una cieca realtà.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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