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La Cuddrireddra, un presidio slow food

La Cuddrireddra, detta anche Cuddrireddra di Delia (dal luogo di produzione), è un dolce tipico di questo paese dell’entroterra siciliano in provincia di Caltanissetta. Tali dolci caratteristici hanno una forma rotonda e somigliano a delle coroncine.

La loro peculiarità sta proprio nella lavorazione complessa e che si trasmette da madre in figlia. Chi provasse infatti a cucinarle senza l’ausilio di “un’esperta”, difficilmente riuscirebbe a ricreare l’armonia dei gusti che le caratterizzano. La forma e il nome de li cuddrireddri si devono alla presenza in loco di un castello normanno, a cui è legata anche la tradizione di questo dolce che nel 2004 è entrato nel presidio slow food. Si racconta che durante la guerra del Vespro, il castello fosse abitato dalla castellana e dalla figlia alle quali il biscotto fu dedicato. Da qui, il nome “cuddrireddra” che significa appunto “coroncina”.

cuddrireddriNonostante siano passati più di sette secoli, ancora oggi la sua produzione coinvolge tante famiglie del paese, di sesso prettamente femminile e, in particolar modo, durante il periodo carnevalesco. La qualità del prodotto è mantenuto e garantito dai pacchi confezionati; tuttavia, la reale bontà e fragranza si possono ritrovare solo in quei dolci fatti a mano e con gli strumenti della tradizione. Gli abitanti del paese producono in proprio e “all’antica”, con pazienza e molto olio di gomito, delle ottime cuddrireddri, capaci di soddisfare anche il palato più raffinato. Tra l’altro, questi dolci hanno una grande resistenza e, se conservati in un luogo asciutto e fresco, mantengono la propria fragranza anche per più di due settimane.

Per ottenere circa 15 cuddrireddri, sono necessari:cudduredda

1 kg di farina
100g di strutto
350 g di zucchero
4 uova
un pizzico di lievito
10 g di cannella
½ bicchiere di vino rosso
scorza di arancia essiccata e tritata
olio extravergine di oliva per la frittura

Come si è precedentemente detto, la vera difficoltà nella realizzazione di questi dolci sta nella lavorazione e quindi sarà normale non avere un buon risultato le prime volte. Porre su lu scanaturi (la spianatoia) la farina setacciata a fontana e aggiungere gradualmente i vari ingredienti. Ora, tirarsi le maniche e iniziare ad impastare avendo cura di amalgamare il composto che, all’inizio, risulterà non omogeneo per via dello zucchero. Tagliare il tutto in piccole parti che saranno trattate singolarmente. Con ogni porzione di impasto, si dovranno formare dei cordoncini, avvolti a spirale attorno ad un’asta di legno. Portare quindi il composto da un’estremità ad un’altra e chiudere il tutto. Estrarre la forma ottenuta e appoggiarla sul “pettine” (oggetto che può avere anche circa 150 anni e preziosamente custodito da chi lo possiede, poiché nessuno è più in grado di costruirlo), così da “rigare” la pasta. Unire i due lembi a forma di corona. Infine, friggere il dolce fino a farlo dorare in abbondante olio rigorosamente extravergine di oliva.

 

Un video che mostra la lavorazione:
http://www.dolcisiciliani.net/wp-content/uploads/2012/12/Cuddrireddri-di-Delia.mp4?_=1

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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