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Erasmus Plus: gli italiani sono i migliori, ma all’estero

Oltre due miliardi di budget per finanziare circa 18mila progetti, 650mila borse di studio. A un anno dall’inizio sono queste le cifre di Erasmus Plus, uno dei programmi dell’Unione europea che offre opportunità di studio e lavoro a oltre un milione di giovani europei. E gli italiani sono i migliori.

“Il numero impressionante dei partecipanti – ha spiegato il Commissario alla Cultura e ai Giovani, l’ungherese Tibor Navracsics – è la prova che questo programma sta facendo la differenza nella lotta per migliorare le prospettive occupazionali dei giovani. Sta contribuendo ad acquisire nuove competenze ed esperienze e sostenere la modernizzazione dei sistemi di istruzione, formazione e gioventù in Europa”.

Il programma si rivolge non solo a studenti, ma anche a personale della scuola, insegnanti, educatori, ricercatori, giovani lavoratori e volontari.

Con 92,3 milioni di budget per le borse di studio e di mobilità e quasi 59mila partecipanti, l’Italia è uno dei Paesi che ha maggiormente beneficiato dei finanziamenti europei. E per numero di candidature presentate, l’Italia è seconda solo alla Turchia.

Il settore universitario ha beneficiato di oltre 53 milioni di euro, impiegati per sostenere la mobilità di studenti, professori e staff, per seguire la formazione professionale, per la mobilità per i giovani, per la formazione del personale della scuola e per il personale impegnato nell’educazione degli adulti.

In particolare, le nostre università hanno accolto 20.204 studenti europei e 26.331 giovani italiani hanno studiato all’estero. Spagna, Francia, Germania, Turchia e Polonia sono le 5 mete più scelte dagli studenti italiani. E a partire sono stati soprattutto giovani provenienti dall’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, dall’Università degli Studi di Padova, dalla Sapienza Università di Roma, dall’Università degli Studi di Torino e dalla Statale di Milano.

Gli studenti stranieri che hanno scelto il nostro Paese sono soprattutto spagnoli, francesi, tedeschi, inglesi e portoghesi. Ad accoglierne di più sono stati l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi di Firenze, il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Padova.

Secondo i dati dell’Impact Study regional Analysis, l’esperienza dell’Erasmus Plus assicura un’opportunità di carriera a un terzo dei borsisti e cresce a due terzi se si guarda alle regioni del Sud Europa dove spicca in particolare l’Italia con il 51% dei tirocinanti poi impiegati nell’azienda ospitante (molto sopra la media europea che è del 30%).

Per quanto riguarda i progetti i progetti in cooperazione internazionale fra scuole, università, organizzazioni di giovani, enti pubblici e imprese, l’Italia ha realizzato 118 progetti con il coinvolgimento di 791 organizzazioni.

Inoltre, l’esperienza di mobilità ha avuto un’influenza positiva anche sullo spirito di imprenditorialità: in Italia, il 32% degli studenti con esperienza di tirocinio Erasmus Plus ha espresso l’intenzione di avviare una start-up e il 9% l’ha già realizzata.

I ragazzi che sono partiti nel dopo laurea hanno una maggiore mobilità lavorativa: il 93% è disposto a trasferirsi all’estero per lavoro.

Questa esperienza tocca anche le relazioni personali, infatti il 37% degli italiani che è stata in Erasmus Plus ha un rapporto affettivo stabile con una persona non italiana.

Il programma mira soprattutto a migliorare le prospettive occupazionali dei giovani, attraverso un ampliamento delle competenze e un importante processo di internazionalizzazione. Lo scopo è quello di creare una Europa condivisa e accessibile, dove i professionisti possano viaggiare liberamente.

In pratica però, in questo anno, la tendenza italiana che si è delineata è stata quella di un Paese in grado di mandare tanti giovani preparati all’estero che, dopo il tirocinio, hanno ricevuto e accettato l’offerta lavorativa dell’azienda europea; ma impreparato a fungere, a sua volta, da trampolino di lancio per le carriere professionali dei giovani europei arrivati per l’Erasmus Plus.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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One comment

  1. Vorrei avere delle informazioni sull’erasmus plus per studenti di scuole superiori che vogliono fare dai 6 mesi ad un anno di mobilità.
    grazie
    carmen

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