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La ricetta per risollevare l’economia siciliana

Nell’accogliente location di Palazzo Forcella de Seta, venerdì 1 aprile si è tenuta la lezione condotta da Francesco Asso, Professore Ordinario di Storia dell’economia all’Università di Palermo e direttore di Strumenti Res.

La conferenza intitolata ”Parole chiave per un nuovo modello di sviluppo dell’economia siciliana’’ , organizzata in occasione del secondo seminario di formazione politica de “I Coraggiosi“,  verteva sulla condizione del sistema economico della nostra regione a seguito della crisi.

Sin dall’inizio della lezione, il prof. Asso ha voluto sottolineare come la crisi economica, che ha avuto inizio nel 2008, è risultata essere una vera e propria guerra, infatti più volte nelle slide che hanno accompagnato la spiegazione del docente universitario, si è visto utilizzare il termine ‘’bollettino di guerra’’.

Una ‘’guerra’’ che ha causato morti e feriti, provocando la caduta di investimenti industriali, flessione delle imprese attive, notevole diminuzione delle occupazioni in attività di mercato, calo sia demografico che delle iscrizioni all’Università (e di conseguenza del capitale umano), oltre che all’aumento del tasso di disoccupazione, caduta del PIL e flessione dei consumi.

Un elemento interessante che il docente ha voluto evidenziare è come la crisi che ha colpito l’Italia, abbia causato un aumento del divario tra il Sud e il Nord, un fattore che non era mai stato registrato fino ad ora, dal momento che l’esperienza storica ci insegna come le aree più deboli, nelle grandi recessioni, abbiano avuto risultati migliori nella media nazionale.

Non solo una rappresentazione della situazione in cui versa attualmente l’economia siciliana, ma sono state date una serie di parole chiave, tramite studi portati avanti sul territorio, per un nuovo modello di sviluppo economico in Sicilia: innovazione, internazionalizzazione, cooperazione e buona politica.

La crisi ha prodotto effetti catastrofici ma anche cambiamenti importanti nella struttura produttiva e nella crescita di un nucleo di imprese, caratterizzate da elevata propensione a innovare e capaci inserirsi sui mercati internazionali, e di realizzare forme di collaborazioni più strette e più redditizie.  

Quale sarà il futuro delle generazioni della grande recessione – ha concluso il prof. Assodipenderà molto dalla capacità di afferrare queste occasioni, e dalla capacità delle classi dirigenti (e dei siciliani) di valorizzare le tante opportunità offerte dalle risorse locali lasciandosi alle spalle un’economia che troppo poco dipende dalle attività di impresa e di mercato.

Riguardo Manfredi Cavallaro

Studio presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Ho collaborato con ''L'Ora''.

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