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Luperini a Palermo

La rancura. Presentato a Palermo il romanzo di Luperini

Martedì 3 maggio, la suggestiva Villa Malfitano ha ospitato autorevoli figure della letteratura contemporanea. Romano Luperini, uno dei massimi esponenti della critica letteraria italiana, ha omaggiato con la propria presenza i convenuti che hanno affollato le sale del museo per assistere alla presentazione del suo romanzo “La rancura”.

L’evento è stato organizzato da Palumbo Editore, dalla Società Dante Alighieri Comitato di Palermo e dalla libreria ModusVivendi. Sono intervenute Domenica Perrone (docente di letteratura contemporanea presso l’Università degli Studi di Palermo), Claudia Carmina (Palumbo Editore), ed Emanuela Annaloro (Iiss Medi). L’attrice Virginia Alba ha interpretato porzioni di testo tratte dall’opera, restituendo così all’attento pubblico tutta la bellezza di quelle pagine.

Grande l’entusiasmo dei partecipanti che ha acceso l’incontro di riflessioni e interrogativi. Luperini ha anche arricchito i suoi interventi con racconti e meditazioni sulla propria esperienza personale, e ha colto l’occasione per ribadire la vitale importanza dell’insegnamento. L’unica vera “arma” che fa di un insegnante un buon maestro, consiste nella passione per questo mestiere e per gli studi umanistici. Solo carpendo il profondo amore del proprio docente,  l’allievo coglierà a fondo l’importanza delle humanae litterarae e ne resterà, a sua volta, affascinato.

La rancura, lungo quasi un secolo di storia italiana, attraversa le vicende di tre generazioni di padri e figli. Dal maestro Luigi Lupi che va a combattere in Istria come partigiano, al figlio Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa attivamente al Sessantotto. E infine Marcello, figlio di Valerio, che ormai adulto torna in Italia dall’Inghilterra per rivisitare la casa paterna. È l’Italia di Berlusconi e del Grande Fratello. Un romanzo che si potrebbe definire storico ma in cui convivono punte liriche di straordinaria efficacia assieme a contraddizioni e disincanto dell’attualità. Il rapporto generazionale provoca sentimenti contrapposti e forti, di odio e nostalgia, di sfida e di ammirazione. Un’opera in cui protagonista è quella parola difficile da esprimere nei confronti del padre per comprenderlo e per cercare un senso della vita.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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