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“Via!”, fotografie di strada da Amburgo a Palermo

Venerdì 1 aprile, al Goethe Zentrum di Palermo è arrivata la mostra itinerante italo-tedesca nata dalla collaborazione di dieci fotografi di strada.

Il progetto nasce da un’idea di Fabian Schreyer, fotografo di Augusta e co-fondatore del collettivo internazionale dei fotografi “The Street Collective”.
Fin dalla sua prima infanzia, Schreyer si appassiona all’Italia, dove con i genitori trascorre frequentemente le vacanze estive. L’amore per il “Bel Paese”, per la sua cultura e per il suo stile di vita cresce di anno in anno e città quali Roma, Milano, Pisa, Lucca e Firenze diventano così i luoghi privilegiati dall’obiettivo della sua macchina fotografica. Il 2013 è l’anno decisivo. L’ennesimo viaggio in Italia gli permette di conoscere personalmente altrettanti fotografi e di maturare un progetto che possa unire artisticamente Italia e Germania. L’obiettivo è quello di mettere insieme dieci artisti, cinque tedeschi e cinque italiani, selezionare le loro foto migliori scattate durante un anno nelle loro città (o nelle zone limitrofe) e raccoglierle in un’unica antologia.
Strade, vicoli e marciapiedi di un centro storico, ma anche giardini e località balneari, da Amburgo a Palermo, passando per Augusta, Treviso, Berlino, Bologna e Napoli, sono immortalati attraverso dieci prospettive differenti. Ogni fotografo scatta in piena autonomia, unica costante: la luce.
C’è un supereroe con la valigia, un cavallo acefalo e una bambina con il volto da principessa, ci sono piccoli piedi sospesi in volo e gambe che sporgono da un bidone della spazzatura, per un totale di trentadue foto che raccontano scene insolite di vita quotidiana e filtrate attraverso un punto di vista ironico e stravagante.

Questa originale proposta interculturale non poteva che essere accolta positivamente dal Goethe Istitut che ha accettato di collaborare con Schreyer e di patrocinare la mostra.
“Dopo il grande successo della presentazione romana, al Museo di Trastevere, ci riempie di orgoglio ospitare la prima tappa del tour qui a Palermo. Il fotografo di strada ha la straordinaria capacità di immortalare non soltanto un instante, ma anche il suo personalissimo punto di vista e, cristallizzandolo, riesce a renderlo eterno. Inoltre è sorprendente scoprire come dieci persone completamente diverse tra di loro, nonostante differenze anagrafiche e culturali, possano trovare un punto di incontro attraverso la passione per la fotografia”. Con queste parole, Michaela Sinn, direttrice del Goethe Zentrum, dichiara il suo entusiasmo e la sua vicinanza al progetto.

All’inaugurazione era presente uno dei cinque fotografi italiani, Giorgio Scalici, venticinquenne palermitano, neolaureato in medicina e chirurgia all’Università degli Studi di Palermo. Da cinque anni Giorgio si occupa anche di fotografia, confessa di aver iniziato a muovere i suoi primi passi per emulare gli amici più grandi, così, da un semplice gioco, scatto dopo scatto, si è consolidata una vera e propria passione.

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Giorgio Scalici, Michaela Sinn, Caesar Scaffidi Abbate

“Per me la fotografia equivale ad un vero e proprio momento di relax, per questo motivo non ho un’idea precostituita di quello che voglio fotografare e l’incontro con i miei soggetti è piuttosto casuale. Preferisco concedermi un paio d’ore, abbandonare qualsiasi pensiero e concentrarmi solo su quello che ho intorno, aspettando un tramonto particolare o un contrasto di luci e ombre che metta in risalto una bella silhouette.” A differenza di alcuni dei fotografi selezionati, Giorgio non conosceva Schreyer personalmente e la collaborazione al progetto è nata in modo del tutto inaspettato: “Circa un anno fa, Fabian ha scoperto i miei scatti su Flickr, un noto sito web multilingua di fotografia, si è interessato ai miei lavori e mi ha contattato su Facebook. Naturalmente non ho esitato ad accettare: l’idea di unire Germania e Italia, in un progetto artistico che vada oltre ogni barriera culturale, è veramente grandiosa!”.

Giorgio sembra avere le idee chiare anche sull’utilizzo di Photoshop: “Paradossalmente ho imparato a fare uso di Photoshop solo dopo essere stato in camera oscura. Contrariamente a quanto si possa pensare, prima che il digitale prendesse il sopravvento, le fotografie potevano essere modificate e in camera oscura venivano messe in pratica le migliori strategie. Non nego di fare utilizzo di Photoshop, mi è capitato di ritoccare per raggiungere l’effetto che desideravo, ma cerco sempre di mantenere la naturalezza della foto e di non stravolgerne completamente le caratteristiche.”
Tra le sue fotografie in mostra, ce n’è una a cui Giorgio è particolarmente affezionato: la foto ritrae un uomo con un grande cappello bianco ed è stata scattata a maggio del 2015, proprio dopo un turno di guardia medica. Dopo aver trascorso la notte in ospedale, Giorgio afferra la sua Ricoh Gr e comincia a guidare verso San Vito lo Capo, dove si stava svolgendo una gara di aquiloni in riva al mare.
“E’ forse la foto che ricordo di aver scattato con maggiore soddisfazione, mi colpì decisamente lo sguardo di quell’uomo così intento a non perdere di vista l’obiettivo di vincere la gara. Il modo in cui impugnava il filo dell’aquilone aveva qualcosa di straordinariamente affascinante”.

Oltre alle foto di Giorgio Scalici, la mostra espone anche quelle degli altri nove fotografi che compongono il resto della squadra: Fabian Schreyer (Augusta), Siegfried Hansen (Amburgo), Michael “Monty” May (Iserlohn), Guido Steenkamp (Berlino), Marga Van Den Meyedenberg (Berlino), Mary Cimetta (Bologna), Michele Liberti (Napoli) e Umberto Verdolina (Treviso).

La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile fino al 23 aprile.

 

Riguardo Margherita Guzzo

Margherita Guzzo
Di Palermo. Laureata in Lettere, studentessa di Filologia Moderna e Italianistica.

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One comment

  1. Bellissima iniziativa, interessante e innovativa. Sicuramente mi ha incuriosita e andrò a vedere al più presto la mostra. Questi progetti interculturali fanno bene alla nostra città.

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