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ERSU: finanziamenti e il problema Premialità MIUR

Negli ultimi mesi si è molto discusso dell’assenza di risorse degli enti per il diritto allo studio siciliani e in particolare dell’ERSU di Palermo.

Gli enti per il diritto allo studio ricevono principalmente finanziamenti attraverso tre assi, come stabilito dall’art.18 del Decreto legislativo, 29/03/2012 n° 68:

  • il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio del MIUR, che è proporzionato alla premialità destinata all’ente stesso, ossia al livello di copertura che si riesce a garantire sul totale degli idonei che hanno diritto alla borsa di studio. In particolare, l’ERSU di Palermo è passato da una copertura del 100% nell’anno accademico 2012/2013 ad una presunta copertura del 46% per l’anno accademico 2015/2016. Il principio, almeno in teoria, è quello che più un ente è virtuoso maggiore sarà il finanziamento che riceverà dal MIUR.
  • contributo di funzionamento regionale, che negli ultimi cinque anni in Sicilia ha subito una drastica riduzione, quasi della metà, passando da 24 milioni a quasi 14 milioni di euro.
  • il gettito derivante dalla tassa regionale per il diritto allo studio, destinato a incrementare le disponibilità finanziarie delle regioni. Nel caso degli ERSU siciliani corrisponde ai 140 euro che ogni studente regolarmente iscritto versa nelle casse della propria università di appartenenza. In particolare a Palermo questo ammontare si aggira intorno ai 5 milioni e mezzo di euro, considerando i quasi 42mila iscritti ad UNIPA. Tale somma tuttavia non arriva nelle casse Ersu non con la stessa rapidità con cui uno studente paga le tasse e, anzi, prima di giungere interamente nelle casse dell’ERSU di Palermo ci vogliono mesi, perché si un utilizza la strada della rateizzazione da parte dell’università che ha incassato la tassa.

In occasione della seduta del Consiglio di Amministrazione ERSU aperto al pubblico, per la “Notte Bianca” per il Diritto allo Studio Universitario, Giuliana Grillo, rappresentante degli studenti presso l’ERSU Messina, ha suggerito a tal proposito, sulla falsariga della propria esperienza con UNIME, la possibilità di versare direttamente la tassa regionale per il diritto allo studio nelle casse dell’ERSU palermitano, senza dover attendere la lunga “intermediazione” di UNIPA.

Il rappresentante Davide Lo Greco, ha condiviso questa soluzione, anche perché era stata già, più volte proposta, in passato, ma ha trovato mai attuazione. Se l’UNIPA trasferisse entro la fine dell’anno questi 5 milioni e mezzo di euro nelle casse ERSU di Palermo si potrebbe erogare le prima rate delle 3000 borse di studio che si presume di coprire, considerando che hanno un costo medio di 3500 euro, secondo i valori minimi imposti dal Decreto Ministeriale 14 luglio 2015 n. 486.

Ad aggravare la situazione vi è inoltre il notevole calo d’iscritti all’università che stanno soffrendo gli Atenei italiani, in particolare UNIPA ha perso, in dieci anni circa, 20.000 studenti, e tale valore va oltre le percentuali nazionali del calo degli iscritti: si è passati da 63.000 studenti nel 2008 a 42.000 nel 2014, e ciò, indubbiamente ha diminuito il gettito derivante dalla tassa regionale per il diritto allo studio, e quindi il principio del sostentamento della collettività.

Situazione iscritti ad UNIPA fino al 2008

 

Riguardo Agostino Ferrara

Agostino Ferrara
Diplomato al liceo scientifico di Alcamo. Studente di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo. Appassionato di politica e attualità, di scienza e arte e tecnologie informatiche, come anche di modelli economici e finanziari. Collabora con il giornale online "IoStudio" dell'Ersu di Palermo.

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