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All’università ‘Esperienza inSegna 2016’

Un’immersione nella scienza, alla scoperta dell’acqua e delle sue proprietà, permette agli studenti di 53 scuole siciliane di studiare la natura fuori dal contesto scolastico. Stimolati da un pubblico di visitatori di tutte le età e supervisionati dagli insegnanti, dal 23 febbraio al 2 marzo, presso la cittadella universitaria di viale delle Scienze, gli studenti stanno partecipando con passione a Esperienza inSegna, una manifestazione scientifica tematica promossa dall’associazione Palermo Scienza a cura di Valeria Greco e Carmelo Arena, che si presenta come un’esperienza didattica, ma anche di orientamento, per gli studenti di ogni ordine e grado. Il nome dell’evento indica come l’iniziativa lasci il segno sia in chi progetta, sia in chi visita.

La manifestazione nasce dall’idea di due insegnanti di matematica e fisica, i professori Arena e Profumo, i quali propongono il laboratorio come strumento primario di insegnamento delle loro materie. Al Liceo Scientifico Statale Cannizzaro, a seguito di un’opera di recupero di antichi strumenti scientifici da laboratorio, è stata creata una mostra nel 2007 e, infine, l’evento è stato accolto dagli edifici universitari dove si ripropone da nove anni.

“I ragazzi delle scuole partecipanti sanno già a settembre il tema della manifestazione e hanno sei mesi di tempo per scegliere gli exhibits da realizzare, guardando a quello che fanno gli altri partecipanti senza essere ripetitivi. Gli exhibits sono delle riproduzioni scientifiche interattive legate al tema dell’acqua. Abbiamo scelto questo tema per intuizione e poi perché oggi sempre più scarseggia”, dice Valeria Greco. “Non si tratta di una manifestazione divulgativa, ma didattica, grazie alla quale gli studenti entrano in complicità con i docenti, in un’ottica peer to peer, e acquisiscono competenze trasversali rispetto alle materie”.

Gli studenti partecipanti si mettono in gioco di fronte ad un pubblico nuovo cui dare informazioni in maniera semplice e spiegare la ragion d’essere del proprio exhibit, e in taluni casi invitano a interagire tramite esperimenti che possono vedere l’utilizzo di strumenti scientifici antichissimi, come il Vetro del Dürer prestato dall’Università risalente al 1500 o fossili portati dal Museo Gemmellaro risalenti a tremila anni fa, per spiegare fenomeni naturali che possono apparire scontati o sconosciuti.

Con l’occasione l’Università illustra ai futuri universitari la propria offerta didattica in Scienze fisiche e matematiche.

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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