Home / #EatSicily / Dieta mediterranea, un riconoscimento e una scoperta
dieta mediterranea
scambieuropei.com

Dieta mediterranea, un riconoscimento e una scoperta

Nel 2010 il riconoscimento da parte dell’Unesco della dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, l’ha resa uno stile di vita da prendere a modello, simbolo identitario d’Italia e Sicilia, adottato anche dall’intero sistema formativo e scolastico.

La convenzione dell’Unesco del 2003 tutela il cosiddetto patrimonio culturale immateriale e lo definisce come l’insieme di pratiche, comportamenti, conoscenze e rappresentazioni, skills e know how, festività, rituali, tradizioni orali, espressioni tramandati di generazione in generazione all’interno di uno specifico contesto geografico. Non è quindi solo un modo di dire, la dieta mediterranea si è meritata un lungo e burocratico posto all’interno di questa lista rappresentativa che prende in considerazione un modus operandi all’interno del sistema culturale dell’area mediterranea, che dal 2013 comprende gli stati di Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro.

È vero che la dieta mediterranea è il risultato di una collaborazione tra l’uomo e la natura che insieme hanno creato uno modo sano di nutrirsi, ma anche di produrre cibo, che secondo l’OMS fa vivere di più; nonostante ciò, questo stile di vita è stato scoperto nel 1951 da Ancel Keys, un fisiologo statunitense.

Ancel Keys é noto per aver scritto tre libri sull’alimentazione: “Eat well and stay well” del 1959, “The benevolent bean” del 1967, “How to eat well and stay well. The Mediterranean way” del 1975, che trattavano delle scoperte fatte sull’alimentazione da Ancel Keys insieme alla moglie nonché della scoperta della dieta mediterranea, a seguito di un loro lungo soggiorno in Campania, nel Cilento dove l’hanno vissuta in prima persona.

La dieta mediterranea si caratterizza principalmente per tre elementi: il grano, l’olio e il vino che, da simboli di religione pre-cristiana, vengono assorbiti come elementi sacri nella religione cristiana. Ma non solo: la dieta mediterranea come modo di vivere è rappresentata dal momento del pasto variegato tipico come momento di convivialità e di condivisione del cibo.

La dieta mediterranea, inoltre, è una dieta a basso impatto ambientale con prodotti prevalentemente di origine vegetale (come cereali, legumi, alberi da frutta e ortaggi) e di stagione che permettono di mantenere la biodiversità dell’ambiente; ha un alto valore socio-culturale, crea benefici per la salute (come lo stesso Keys scoprì, le malattie cardiovascolari sono meno diffuse nel bacino del Mediterraneo) e ha alte ricadute economiche sul territorio.

La dieta mediterranea non è solo un modello alimentare, è anche un simbolo culturale abbracciato da vari settori (dall’educazione all’economia) che porta al risollevamento di una società con effetti positivi sulle persone da più punti di vista, ed adottarla come stile di vita può essere solo terapeutico ai fini di un armonioso ricongiungimento con la natura e il paesaggio.

 

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

Leggi anche

arancine

Santa Lucia, arancina day all’ERSU Palermo

Alla mensa universitaria, per santa Lucia, gli studenti universitari palermitani potranno gustare anche arancine e gateau di patate per santificare la festa. Ma anche cuccia alla crema di cioccolato oppure alla ricotta.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *