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melone Purceddu di Alcamo
Melone Purceddu di Alcamo

Il melone Purceddu di Alcamo

I meloni sono uno dei prodotti più importanti e antichi dell’agricoltura siciliana, tra questi una varietà molto particolare e ricercata sono i “meloni d’inverno” denominati così per la loro serbevolezza, ossia la lunga conservazione dopo la raccolta.

Un melone d’inverno tipico del trapanese è il “Purceddu” di Alcamo“, dalla forma ovale e dalla buccia di color verde intenso, costoluta e rugosa.

La denominazione in dialetto siciliano “purceddu” deriva dal fatto che la forma ricorda un maialino.

È una varietà rustica, coltivata rigorosamente in asciutto, dalla polpa bianca e succosa che diventa più dolce con il passare del tempo, grazie al progressivo aumento della concentrazione zuccherina.

Seminati a maggio, vengono raccolti quando non sono ancora perfettamente maturi, a partire dalla seconda decade di agosto.

melone purceddu
Metodo tradizionale per la conservazione del melone purceddu

Dopo il raccolto si ripongono in magazzini freschi e ventilati e ogni quindici giorni vengono girati, delicatamente per evitare che si formino marciumi, restando così ottimi fino a Natale o addirittura fino a febbraio. Tradizionalmente invece, dopo la raccolta, si sistemavano nelle terrazze delle case oppure si appendevano ai balconi e con il loro colore e sapore allietavano le tristi e grigi giornate invernali.

Recentemente si preferisce conservare i meloni dentro delle reti, appendendoli a degli scaffali.

meloni purceddu
Conservazione dei meloni purceddu

Le sue origini risalgono presumibilmente al I secolo a.C., infatti un “corno dell’abbondanza”, rinvenuto ad Alessandria d’Egitto, ritrae quello che con ogni probabilità è un melone d’inverno.

Grazie allo storico Diodoro Siculo, vissuto nel IV secolo a.C., sappiamo che la sua coltivazione arrivò anche in Sicilia, poiché lo citava tra i frutti prodotti sull’isola ed in particolare in una zona che corrisponderebbe alle attuali province di Trapani e Palermo.

Si può, dunque, affermare, con una certa sicurezza ,che quella del melone rappresenta una delle più antiche coltivazioni dell’agricoltura trapanese. In particolare ad Alcamo e nei comuni limitrofi la produzione del succoso melone chiamato “purceddu” ha raggiunto la sua massima espressione.

Tuttavia è una varietà che rischia di scomparire, infatti recenti indagini effettuate dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura hanno rilevato una diminuzione degli ettari destinati a questa coltivazione a causa della sempre maggiore concorrenza di meloni stranieri.
Il melone purceddu è un ottimo frutto da tavola, e la sua dolcezza ed il suo ottimo sapore lo rendono un ingrediente perfetto per preparare le celebri granite siciliane, perciò è un’eccellenza siciliana diventata presidio Slow Food.
melone purceddu

Una famosa ricetta di questo melone è la “cremolata”.

Ingredienti: Melone, acqua (circa 150 millilitri ogni 500 grammi di frutta), zucchero (circa 150-200 grammi ogni 500 grammi di frutta a seconda del grado di dolcezza del melone).

Preparazione: Tagliate il melone e privatelo di buccia e semi. In un pentolino fate sciogliere lo zucchero nell’acqua scaldando a fuoco dolce, poi frullate lo sciroppo ottenuto assieme alla polpa del melone tenendone da parte una piccola quantità che taglierete a pezzettini molto piccoli. Mescolate il composto ottenuto con i pezzetti di melone e sistemate il tutto in una ciotola che lascerete nel freezer per due o tre ore mescolando di frequente (circa ogni 20-30 minuti) poi servite in tavola mantecando la cremolata con l’aiuto di un cucchiaio o di una paletta per il gelato.

Se lo desiderate, potete conservare la buccia dei meloni ed usarla come ciotola per servire in tavola la cremolata; in tal caso, tagliate i frutti a metà e svuotateli con un cucchiaio.

Riguardo Agostino Ferrara

Agostino Ferrara
Diplomato al liceo scientifico di Alcamo. Studente di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo. Appassionato di politica e attualità, di scienza e arte e tecnologie informatiche, come anche di modelli economici e finanziari. Collabora con il giornale online "IoStudio" dell'Ersu di Palermo.

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