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Erasmus per abbattere le barriere

Continuano le testimonianze da parte dei giovani studenti in Erasmus. Questa volta a raccontare al nostro giornale la propria esperienza è Samuela Guida, giovane studentessa di Biotecnologie.

“La mia esperienza all’Ecole des Mines di Nantes come tirocinante è appena iniziata. Potrei dire che all’inizio non ero sammydel tutto sicura di quello che stavo facendo: ho sempre pensato che l’Erasmus, sebbene fosse una esperienza formativa, potesse in qualche modo rallentare lo studio e ritardare il conseguimento della laurea. Quindi, quando mi sono ritrovata all’ufficio stage e tirocini, a metà del mio ultimo anno di Biotecnologie Industriali, ero certa che l’Erasmus fosse una opzione come un’altra. Eppure eccomi qui, a scrivere su una tastiera francese nel mio ufficio all’Ecole des Mines di Nantes, più sicura che mai che questo è esattamente il posto dove dovrei essere. Dalla presentazione della domanda di tirocinio all’estero, all’arrivo della mail di un mio professore che mi diceva che «si , aveva proprio il progetto che faceva per me», non è passato molto tempo, quindi ho finito i miei esami e sono partita per questa città che non avevo mai sentito nominare.

Nantes è una città con meno di 300.000 abitanti che si trova vicino all’Oceano Atlantico, all’incrocio tra i fiumi Erdre, Sèvre e Loira. Il posto, da quello che ho visto in queste due settimane, regala paesaggi che tolgono il respiro e spero davvero di sfruttare questi 9 mesi per godere di tutte le meraviglie che la Francia ha da offrire.

Comunque devo dire che, sebbene io sia un’amante dei castelli e della natura, non sono i paesaggi che mi hanno fatto brillare gli occhi in queste due settimane, ma l’atmosfera che si respira tra i corridoi del posto in cui ritrovata a vivere e a lavorare. L’Ecole des Mines è una scuola di ingegneria che accoglie studenti da tutte le parti del mondo e che si distingue per il suo interesse scientifico verso l’energia, l’ambiente e la tecnologia dell’informazione e questo interesse, questo spirito di iniziativa, questa voglia di mettersi in gioco per trovare delle soluzioni ai problemi si sente, si vede e si può ascoltare parlando con i compagni di uffico che vengono da paesi diversi e che hanno storie da raccontare.

Penso che questa esperienza mi farà crescere, aumenterà il mio spirito critico, le mie conoscenze e mi permetterà di guardare tutto ciὸ che mi circonda da un punto di vista che non pensavo neanche esistesse”.

Una cosa è certa, mentre gli ultimi avvenimenti e gli squilibri economico-sociali rischiano di minare le fondamenta su cui poggia la nostra Europa, la “generazione erasmus” è certamente il simbolo di uno dei maggiori progetti meglio riusciti dell’UE, che mostra il miglior volto della nostra Europa.  La generazione Erasmus è la prima veramente europea, e forse sarebbe opportuno immaginare un’università sempre più europea, che dia la possibilità agli studenti di circolare tra le università, apprendere, conoscere ed apprezzare culture diverse dalle proprie.

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Riguardo Angelo Casano

Angelo Casano
Nato a Pantelleria il 12-11-1991, studente presso il corso di laurea in medicina e chirurgia dove ha ricoperto la carica di rappresentante del corso di studi. Scrive anche per il blog www.agorapnl.it e www.infouni.it

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