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Capolavori che si incontrano. Mostra d’arte a Palermo

È visitabile fino al 6 gennaio 2016 la mostra d’arte “Capolavori che si incontrano” allestita presso Palazzo Sant’Elia a Palermo e inaugurata il 4 ottobre 2015.

La mostra, la cui entrata è gratuità, è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30.

Le 86 opere esposte appartengono alla collezione della Banca Popolare di Vicenza e provengono dal varie sedi dell’istituto.

Particolare dell’allestimento con i dipinti “Crocifisso in un cimitero ebraico” di Bellini (a sinistra) e “Incredulità di Tommaso” di Pietro della Vecchia (a destra)
Particolare dell’allestimento con i dipinti “Crocifisso in un cimitero ebraico” di Bellini (a sinistra) e “Incredulità di Tommaso” di Pietro della Vecchia (a destra)

Sono presenti quadri di Filippo Lippi che apre la mostra con l’opera “Madonna col Bambino”,Giovanni Bellini di cui è presente il celeberrimo “Crocifisso in un cimitero ebraico”, Jacopo Bassano di cui sono presenti ben sette opere; Tintoretto a cui sono attribuiti due quadri presenti;Caravaggio di cui è presente la “Coronazione di spine” e Tiepolo di cui è esposto la “Testa di Vecchio”. Queste opere, certamente, costituiscono le punte di diamante di una corona di quadri  di circa cinquanta artisti minori operanti tra il XV e il XVIII secolo che rendono possibile una narrazione visiva dell’alta qualità della vitalità artistica  nella nostra storia dell’arte. Storia dell’arte che spesso oscura il pluralismo artistico dietro le ombre delle grandi firme e che con questa sua attività di selezione necessaria richiede d’essere incrementata da manifestazioni, come questa, che consentano al visitatore di svolgere una passeggiata nel tempo e nello spazio per entrare nelle botteghe degli artisti della stessa città e confrontare il loro lavoro come se essi, vivi, tessessero tutti insieme, nel confronto reciproco, la variopinta trama della imperitura arte italiana.

Lo scopo della mostra è chiarito nella dichiarazione del presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin,  inserita nel pannello di presentazione della mostra. “Abbiamo la convinzione che ogni opera d’arte, ambasciatrice del genio italico e testimone della storia e dei valori della nostra cultura, non vada solo custodita, ma anche condivisa ad offerta al pubblico godimento, perché tutti i beni culturali, ancorché privati, appartengono  idealmente al patrimonio come preziosa eredità che ci giunge dal passato per essere consegnata alle generazioni future.”

“Angelica si cela a Ruggero” di Giovanni Bilivert
“Angelica si cela a Ruggero” di Giovanni Bilivert

La mostra è stata curata da Fernando Rigon  mentre l’allestimento è di Mauro Zocchetta.

La dinamica dell’incontro evocata nel titolo è mirabilmente espressa in tutto l’allestimento. Dalla struttura dei pannelli alla divisione delle sezioni per culminare nelle didascalie alle opere, passando per la medesima collocazione dei quadri che fronteggiandosi sulle pareti, con i loro episodi, sembrano dialogare.

L’incontro tra letteratura e pittura costituisce il centro planimetrico e logico di tutto l’impianto espositivo. Lo anticipa uno dei cartelli d’apertura della mostra a cui il curatore affida il suo pensiero: “Ai riferimenti letterari, attinti a fonti ‘di sorgente’, si sono tuttavia preferite quasi sempre riflessioni e frasi ‘di derivazione’ – dal IV al XIX secolo-  per innervare e corroborare i diversi episodi dell’arte figurativa scelti per questa antologia che esse stesse contribuiscono a concatenare, in un confronto non solo tra immagine e immagine, ma tra immagine e parola, nella migliore tradizione dell’ekphasis che mira a dar forma visiva ad un testo scritto e viceversa”.

L’esposizione è organizzata in 4 sezioni, la prima dedicata all’arte sacra, la seconda intitolata “L’immagine ideale” in cui sono raccontate le storie della mitologia, della storia e della letteratura, la terza sezione è dedicata ai ritratti, la quarta sezione infine è titolata “La “Bella” Natura” con paesaggi, nature morte e dipinti di Francesco Lojacono.

Con l’artista paesaggista palermitano e con i suoi omaggi alla terra siciliana e a Palermo si tributa l’ossequio dei capolavori della mostra al capolavoro storico, artistico e culturale, naturale che è Palermo e si svela il significato più profondo del titolo dell’esposizione: con una sineddoche infatti i capolavori che si incontrano non sono solo quelli esposti tra di loro ma le opere con il luogo che li ospita.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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