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A Unipa in primavera si studia all’aperto

In queste tiepide giornate di aprile, camminando lungo viale Delle Scienze, è possibile osservare decine di studenti studiare e chiacchierare al sole.

Il piazzale di ingegneria tra le 12 e le 15 è molto frequentato  da studenti, così come i giardinetti di tutta la cittadella. Ragazzi che studiano, che pranzano, che chiacchierano, questo è lo scenario che di ogni giorno.

“Non riusciamo a stare seduti nelle biblioteche e osservare fuori queste belle giornate, la tentazione di uscire è troppa, così cerchiamo di unire l’utile e il dilettevole studiando all’aria aperta”, sottolineano alcuni studenti seduti nelle panchine del giardinetto di fronte Lettere.

Basta pensare ad Aristotele: la storia racconta della sua scuola  “peripatetica” e che il filosofo camminasse intorno insegnando. Proprio a questo postulato si rifà una ricerca svedese del KTH (Kungliga Tekniska högskolan), il politecnico dell’Università Statale di Stoccolma.

Iniziatore di questa ricerca è il professor Olle Bälter che ha sperimentato le profonde differenze tra le lezioni al chiuso e quelle all’aperto, cominciando a misurarle osservando un gruppo di suoi studenti, condotti in un parco per fare lezione. “Gli studenti” spiega il professor Bälter “si sentono più liberi all’aperto che al chiuso. Parlano di più, intervengono di più, sono più curiosi proprio perchè più liberi”.

Chissà che questa pratica non venga presa in considerazione come metodo didattico anche in qualche scuola dell’ateneo di Palermo.

Riguardo Mariagemma Pecoraro

Mariagemma Pecoraro
Di Favara (AG), rappresentante al consiglio di corso di studi di Scienze della Formazione Primaria, speaker radiofonica.

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