Home / #OltreUnipa / 23 Maggio, emozioni sul luogo della strage
isoladellefemmine-660x330

23 Maggio, emozioni sul luogo della strage

Sono passati ventitre anni da quel boato che ha cambiato l’Italia ma continua a rimbombare nel luogo in cui la strage avvenne, in quel tratto di autostrada che collega l’aeroporto a Palermo e che costeggia il mare e l’isolotto di Isola delle Femmine, su cui, chissà, si posò l’ultimo sguardo degli eroi morti nella lotta alla mafia. Ventitre anni dopo, il 23 Maggio 2015, il luogo della strage, per molto tempo dimenticato e abbandonato, è tornato a popolarsi, e tutto grazie all’impegno di Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Falcone, Antonino, che con la sua Associazione “Quarto Savona Quindici” (dal nome in codice della squadra che proteggeva il giudice) e numerose altre associazioni locali, da anni lotta perché venga ridata dignità al luogo in cui morì suo marito, assieme a Giovanni, Francesca, Vito e Rocco. Tutti gli anni migliaia di persone si riversano in via Notarbartolo, sotto l’albero Falcone, ma quel tratto di autostrada è dimenticato, il giardino antistante è un parcheggio sporco, la stele stessa che si erge verso il cielo come un monito è stata depurata mesi fa e solo grazio all’intervento di pochi volontari di Isola delle Femmine è stata prontamente ripulita. Ma finalmente, dopo molti anni di lotte, è stato approvato il progetto per la realizzazione di un giardino della memoria che prenderà il nome di “Quarto Savona Quindici”. Passerà ancora qualche mese prima di poterlo vedere, ma ieri centinaia di persone lo hanno popolato e fatto tornare di nuovo vivo.

Vele con gigantografie di Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone
C’era Radio Time, che ha raccontato in diretta l’evento, c’era Pif, regista del film “La mafia uccide solo d’estate”, che ha raccontato come per lui ormai il 23 Maggio è quasi una festa, perché gli consente di ricaricarsi e di confrontarsi con chi lotta ogni giorno contro la mafia, ma ha anche messo in guardia contro l’affievolirsi della memoria rappresentato dagli articoli di giornale sulla strage di Falcone che diventano ogni anno sempre più brevi. C’era anche Gaetano Curreri, che ha emozionato tutti con la sua canzone, “Per la bandiera”, un toccante inno al coraggio dei ragazzi della scorta. Ma più emozionante di tutto è stato il ricordo di Tina Montinaro, il ricordo del marito, sempre forte e vibrante.

Ma nonostante tante manifestazioni cè ancora poca consapevolezza su quel che è realmente accaduto in quei terribili anni, sulle radici della Seconda Repubblica, sull’indicibile trattativa fra lo Stato e la mafia e questo pone una responsabilità ulteriore per chi informa e deve tenere sempre alta l’attenzione e la memoria.
pif

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

Leggi anche

Gioa

Donne che fanno impresa, da Gioa a Martina Ciaccio: la Sicilia nelle loro creazioni

Cresce il numero di imprenditrici siciliane che sceglie di restare in Sicilia e scommettere sulla loro terra. Conosciamole insieme!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *