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Foto di Giorgio Mineo.

Il Teatro Biondo si apre a NOma, la prima app antimafia

La passione, il coraggio e la perseveranza possono giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo di un progetto ambizioso ed innovativo. E’ quanto evidenziato dagli ideatori di NOma, riuniti lunedì 20 giugno sul palco del Teatro Biondo per mostrare al pubblico gli obiettivi e il funzionamento della loro creatura, ospitando sul palco Ficarra e Picone, il sindaco Leoluca Orlando e il presidente di Addiopizzo Daniele Marannano.

Ma che cos’è NOma? Ci introduce al progetto il giornalista e scrittore Attilio Bolzoni, corrispondente da Palermo per La Repubblica dal 1982. “NOma – Luoghi e Storie NOmafia” è un’applicazione per cellulari e tablet scaricabile gratuitamente dai principali store online. Nasce a partire dall’esperienza dell’associazione no profit “Sulle Nostre Gambe”, fondata da Pif, Emanuela Giuliano, Tiziano Di Cara e Roberta Iannì. Patrocinata dal Comune di Palermo, l’app vede la collaborazione della Tim per il lato tecnologico e di Rai Teche per i documenti audiovisivi proposti. Il suo obiettivo è semplice: avvicinare chiunque lo desideri alle storie di alcune tra le più importanti vittime della mafia, servendosi di interviste esclusive, fotografie inedite e pagine di giornale. Digitando la storia di una vittima, l’applicazione ci conduce virtualmente di fronte al luogo del delitto, ricostruendone i passaggi principali attraverso animazioni. E’ stata affidata ad importanti artisti italiani la lettura dei testi scritti da Piergiorgio Di Cara, attente ricostruzioni delle singole vicende e delle dinamiche degli omicidi. Tra i tanti nomi che hanno deciso di prestare la propria voce troviamo Ficarra e Picone, Luigi Lo Cascio, Teresa Mannino, Beppe Fiorello, Pippo Baudo e Leo Gullotta. Dopo essere stato inserito nei principali store digitali a febbraio, l’app ha registrato ben 100.000 download , riscontrando consensi presso una fascia vastissima di pubblico. Da febbraio ad oggi il progetto è stato promosso all’interno delle scuole italiane e presentato in Senato presso la Sala Koch di Palazzo Madama.

Il palco del Teatro Biondo ha offerto agli ideatori la possibilità di presentare sette nuove storie aggiunte da poco all’applicazione (Ninni Cassarà, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Paolo Giaccone, Gaetano Costa, Calogero Zucchetto e Filadelfo Aparo). Il primo a prendere la parola è stato Pif, conduttore televisivo e regista. Il suo lungometraggio d’esordio (“La Mafia Uccide Solo D’Estate”) ha ottenuto un riscontro entusiastico ed unanime, aggiudicandosi il Premio del Pubblico come miglior film al Torino Film Festival, oltre alle lodi del Presidente del Senato Pietro Grasso. Come ci racconta lo stesso autore, l’intenzione coltivata inizialmente era la costruzione di un museo antimafia interattivo sul modello della mostra organizzata in onore di Fabrizio De André nel 2010. Lo spunto per procedere allo sviluppo di un’applicazione nasce dall’intuizione di Tiziano Di Cara, architetto e imprenditore: le lapidi dei caduti sparse tra le vie della città, elementi orientativi per turisti e cittadini, ci mostrano quotidianamente che Palermo sia un vero e proprio museo a cielo aperto. Lo spazio virtuale, ritenuto più congeniale della struttura fisica museale in vista della valorizzazione di Palermo come bene comune, è stato sviluppato dalla Tim ponendo la tecnologie a servizio della trasmissione di idee e della creazione di cultura, seguendo l’esempio di Adriano Olivetti. All’interfaccia virtuale è stato aggiunto il prezioso materiale estratto dagli archivi delle Teche Rai, ripreso e restaurato per l’occasione.

Dopo una breve panoramica sulle diverse possibilità offerte dall’app, Bolzoni ha dato la parola ai familiari delle vittime: tra questi sono intervenuti Vincenzo Agostino e la moglie Augusta, genitori dell’agente di polizia assassinato nel 1989, reclamando giustizia in seguito al riconoscimento del killer Faccia da Mostro avvenuto a distanza di 27 anni; Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ha elogiato la scelta di inserire informazioni relative agli agenti della scorta, spesso dimenticati dalle grandi testate giornalistiche; Giulio Francese, figlio del giornalista Mario Francese, ha parlato delle inchieste straordinarie svolte dal padre in tempi particolarmente difficili, dalle nozze di Bagarella e Riina all’intervista a Felicia Impastato.

L’incontro si è concluso con l’esecuzione del brano ufficiale dell’applicazione, composto da Tiziano Di Cara ed interpretato dal duo Ponente/Seggio.

Come è stato sottolineato dal presidente di Addiopizzo Daniele Marannano nel corso dell’incontro, è necessario partire dai piccoli gesti di ogni giorno per giungere ad un vero cambiamento: la denuncia sporta dei negozianti bengalesi di via Maqueda nei confronti degli estorsori si configura come un’ulteriore vittoria nella battaglia contro il racket.

Riguardo Giuseppe La Grutta

Giuseppe La Grutta
Nato a Palermo nel 1996. Musicista e cantautore dagli abiti sgargianti, motivato da una discreta passione per le sonorità provenienti dal futuro.

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