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Polemica sul monumento della strage di Capaci

Dopo qualche settimana dalla puntata di “Porta a porta” con Riina Jr, non si sono ancora placate le polemiche. Anzi, se ne aggiunge un’altra. Il direttore dell’offerta informativa Rai, Carlo Verdelli, infatti, difendendo in Commissione di Vigilanza la scelta di mandare in onda l’intervista a Salvo Riina, se l’è presa con le dimensioni dello slargo che sull’autostrada Palermo-Trapani è stato dedicato alle vittime della strage di Capaci.

Perdonatemi se lo dico: ma quel monumento di Capaci, se qualcuno lo ha visto da vicino, è un’infamia”, è la dichiarazione shock di Verdelli, “perché di fronte a quel monumento delle vittime della mafia non ci si può neppure fermare con la macchina perché ti tirano sotto. C’è una piazzola piccolissima“. Verdelli parlava del monumento che sorge nel luogo della strage, ad Isola delle Femmine, facendo riferimento alle intercettazioni che sono uscite a seguito dell’intervista a Riina jr, nelle quali davanti al monumento di Capaci afferma: ‘Ancora appendono i fiori a quellu cosu?’.

Dopo le dichiarazioni di Verdelli sul monumento alla memoria di Falcone, di Francesca Morvillo e dei suoi uomini di scorsa in Vigilanza è scoppiata una bagarre. Sul web è infuriata la polemica. “C‘è in atto una campagna di denigrazione dei simboli della rivalsa dell’onestà nella nostra terra, un tentativo palese di depistare le coscienze su ciò che significa servire lo Stato”: sono solo alcuni commenti postati sui social network. Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, si è detto indignato, mentre il segretario Pd di Capaci, Salvatore Roccalumera, che sta collaborando con i Comuni di Isola delle Femmine e Capaci nell’organizzazione delle commemorazioni del prossimo 23 maggio, ha deciso di scrivere una lettera direttamente a Carlo Verdelli per esprimergli il suo sdegno e per invitarlo a visitare il Giardino della Memoria di Isola delle Femmine.

La-stele-sul-posto-della-strrage-vicino-Capaci_thumb8Questo monumento”, spiega Roccalumera, “per tutto il mondo è simbolo di legalità e rinascita. Per noi tutti quelle due steli sono il simbolo dello Stato e dei cittadini onesti. Il monumento è un luogo di memoria, di silenzio, di riflessione e conforto”. Ci sono voluti undici anni di discussioni per decidere come segnalare quel tratto di autostrada: il progetto dell’architetto Costanza Pera è frutto di discussioni sulla sicurezza e sulla fattibilità di una struttura architettonica che poggia su un’autostrada. Il monumento è formato da due steli, orientate in maniera tale da guardare la casetta “No Mafia”, luogo in cui si erano appostati i mafiosi che aspettavano l’arrivo del giudice Falcone per azionare il telecomando del detonatore. Le steli si ergono al di sopra del Giardino della memoria, nella parte destra dell’autostrada. “Ogni giorno scolaresche da ogni parte del mondo vengono a visitare il Giardino e la casetta ‘No Mafia’ e restano anche per ore, senza essere ‘tirati sotto’”, continua Roccalumera, invitando Verdelli a partecipare, il prossimo 23 maggio, alla commemorazione che si tiene ogni anno presso il Giardino della Memoria.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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