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Il ricordo del giudice Francesca Morvillo a Unipa

Nel periodo dell’anniversario della strage di Capaci si intesificano le iniziative di riflessione e commemorazione delle vittime della mafia. Nella mattina del 17 maggio si è tenuto presso l’aula Chiazzese dell’ex facoltà di Giurisprudenza, un convegno organizzato dalle associazioni Contrariamente e RUM in ricordo di Francesca Morvillo, moglie del giudice Falcone e unico magistrato donna assassinato in Italia.

Incontro voluto dai docenti Laura LorelloPaola Maggio e Giuseppe Di Chiara, a cui hanno preso parte il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il rettore Fabrizio Micari. Un evento significativo dal punto di vista della memoria ma soprattutto del ricordo e della testimonianza di ciò che Francesca Morvillo era dal punto di vista umano, nell’ottica di un’università attenta alla formazione di valori oltre che alla preparazione dei propri studenti.

E’ emerso il ritratto di Francesca come una donna dalla sensibilità fuori dal comune che sapeva coniugare la delicatezza tipica della sua personalità con il rigore della professione che aveva scelto, una donna sobria, rigorosa, sempre adeguata, elegante e che trasmetteva una bellezza che le proveniva da dentro, la ricorda con queste parole Amalia Settineri, procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo e collega della Morvillo.

Presente il fratello di Francesca, Alfredo Morvillo, che ha apprezzato profondamente l’iniziativa, poiché solitamente il ricordo di sua sorella avviene solo indirettamente e non le si attibuisce la giusta importanza.

Dal punto di vista professionale, il sindaco Orlando, che la conosceva personalmente, riporta degli episodi da cui emerge come questa grande donna, occupandosi dei ragazzi come procuratore presso il tribunale dei minorenni, contribuisse ad allontanarli dalla mentalità mafiosa delle famiglie, cercando di procurargli un futuro diverso.

All’iniziativa tanti i presenti che furono colleghi di lavoro della Morvillo: l’ex procuratore di Palermo Francesco Messineo; i magistrati Maria Teresa Ambrosini, Angela Lo Verde, Gioacchino Natoli; Giuseppe Ajala, p.m. nel primo maxi processo alla mafia e poi sceso in politica.

Particolarmente significative le parole proferite dal docente Giuseppe Di Chiara:  “la pienezza di una vita, e il senso dell’impegno e di fiducia nella giustizia di questa donna, non può rientrare in una biografia o in un curriculum, non può nemmeno essere declinato con le parole perché le eccede, ma con questo incontro si voleva trasmettere come una lezione sul metodo si può trasformare in una lezione di vita e Francesca Morvillo ne è un esempio”.

 

Riguardo Mara Butticé

Mara Butticé
Nata ad Agrigento, frequenta la facoltà di giurisprudenza all'università degli studi di Palermo.

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