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La Sou di Favara, architettura per tutti al Farm Cultural Park

Al Farm Cultural Park di Favara, “un centro culturale di nuova generazione in cui l’arte e la cultura diventano uno strumento nobile per rigenerare il centro storico” nasce la Sou, una scuola di architettura per bambini. L’idea è dei due fondatori del Farm, che hanno scelto Favara nel 2010 per realizzare il loro progetto: un centro culturale che valorizzi un centro storico disastrato e che offra a tutti la possibilità di arricchirsi di arte e di cultura. In occasione del sesto anno dall’inaugurazione, insieme alla presentazione di nuovi spazi, mostre e iniziative varie, è stata anche presentata la prima divisione del museo per bambini: una scuola di architettura che prende il nome dal celebre architetto giapponese Sou Fujimoto. Il progetto decollerà a settembre, ad agosto invece i due imprenditori voleranno in Giappone per presentare il progetto con l’intento di ospitare l’anno prossimo ben 250 opere di artisti del posto.

La scuola si avvarrà di docenti universitari e architetti che insegneranno ai bambini design, urbanistica, architettura, ambiente e agricoltura urbana. “Who We Are” è lo slogan del progetto, accompagnato dalla frase che ne riassume perfettamente l’intento “Stiamo provando a costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere“.  Un museo di persone in cui ogni giorno è possibile visitare esposizioni temporanee, incontrare ospiti di un certo rilievo, partecipare a workshop con bambini e giovani.

Su Splitit chiunque può lasciare il proprio contributo per acquistare Ipad e le attrezzature necessarie per consentire ai bambini di studiare nella scuola di architettura, così “ogni bambino potrà avere le stesse possibilità degli altri e rendere possibile l’impossibile”.

Riguardo Maria Eleonora Palma

Nata a Vittoria il 24 novembre 1993, frequento il corso di laurea in architettura presso il Polo didattico distaccato di Via Quartararo ad Agrigento. Ho pubblicato un libro nel 2015 dal titolo "Anche i porcospini possono volare", Algra Editore. Da quattro anni scrivo anche per Liveunict.

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