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Downhill:Un Brivido Lungo Due Chilometri

Gli uomini hanno sempre ricercato forti emozioni e sensazioni, nei modi più disparati e, progredendo con le ere, sempre più rischiosi. La ricerca del brivido, ormai, viene inevitabilmente associata al coraggio che un individuo dimostra compiendo determinati gesti, che potrebbero risultare ingiuriosi o mortali, in modo naturale ed elegante. Quello degli sport estremi è un palco in continua evoluzione: si va dal bungee jumping, il famoso tuffo nel vuoto coi piedi saldamente legati ad un corda elastica, al boundering ovvero un’arrampicata su massi e rocce, dal base jumping,  lancio col paracadute da una superficie fissa, alle acrobazie aeree che coinvolgono velivoli enormi e velocissimi.

Tra le tante discipline praticate, una in particolare sta avendo un notevole sviluppo grazie anche alla condivisione di alcune imprese sui social network: il downhill.

Per chi non fosse del mestiere, il downhill è la discesa da una montagnola ripida e scoscesa, a cavallo di una bicicletta Mountain Bike, costruita con un particolare telaio più pesante del normale e con un manubrio più largo ed ergonomico. In poche parole, l’unica assistente del ciclista sarà la gravità, poiché bici del genere sono pressoché impossibili da condurre pedalando. E dunque ci si lascia andare per percorsi rischiosi a velocità inimmaginabili, evitando alberi e rocce, utilizzando le deformazioni del terreno come rampe naturali per aumentare il brivido già enorme e spaventoso di per sé.

La domanda che tutti si pongono non può che essere:” Cosa spinge un uomo a rischiare la vita in questo modo?”. Molte volte, gli incidenti causati da uno qualsiasi di questi sport possono risultare fatali o, perlomeno, ingiuriosi; basti pensare ai numerosi casi di ciclisti che hanno avuto bisogno di interventi di elisoccorso per rimediare ai loro errori umani. E nonostante ciò, perché la gente continua a praticare ed a dedicare la propria vita a questi sport? Bè chiedete ad un giornalista di smettere di scrivere, chiedete ad un musicista di smettere di suonare, chiedete ad un pittore di smettere di dipingere: la risposta che riceverete sarà sempre negativa perché sarà sempre impossibile allontanare un artista dalla propria arte e questi appassionati della strada, del cielo o del mare non potranno mai abbandonare ciò che li fa sentire vivi: il brivido.

Riguardo Pietro Falzone

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