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Referendum costituzionale: votare Si o votare No?

Si è svolto la settimana scorsa, presso l’edificio 16 dell’Università degli studi di Palermo,  il dibattito politico “Verso la Riforma Costituzionale“, inerente al referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre.

Evento organizzato dall’associazione studentesca Uniattiva, il dibattito ha cercato di mettere in luce alcuni dei punti salienti della riforma, fornendo le ragioni di entrambe le parti, verso una scelta più consapevole.

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Stefano Schwarz, rappresentante del “No”; Elvira Martino, la moderatrice del dibattito; Antonio Ferrante, rappresentante del “Sì”.

Sono stati invitati per l’occasione dei referenti: Stefano Schwarz, coordinatore del comitato nazionale “Scelgo NO”, e Antonio Ferrante, esponente regionale del comitato “Sinistra per il SI”.

 

Vari sono stati i quesiti posti ad entrambi i referenti.

Il primo quesito posto riguardava la modalità di scelta dei senatori. Infatti, la riforma prevede un ridimensionamento del numero di senatori, ad un numero pari a 100 membri, i quali verranno scelti tra i consiglieri regionali e sindaci (cinque verranno nominati dal Presidente della Repubblica). Chi difende la scelta del Sì ritiene che questo punto possa permettere una migliore rappresentanza territoriale, dove i vari membri potranno occuparsi al meglio delle problematiche regionali.  Il mpvimento per il No, di contro, afferma che emergerà invece l’aspetto partitico, e non territoriale, del Senato, poichè i suoi membri non vengono direttamente scelti dal popolo, ma solo per via indiretta.15109339_923275994472483_618231859213865638_n

Altra tematica è stata quela della riduzione dei costi della politica. Entrambe le parti ammettono che ci sarà una riduzione in termini economici, ma il risparmio può essere paragonato ad un caffè l’anno per ogni cittadino italiano. Per cui gli esponenti di entrambi le parti hanno preferito non soffermarsi sui dati economici, ma su come concretamente le competenze date al Senato potranno migliorare (secondo il sì) o peggiorare (secondo il no) il sistema vigente.

Il comitato del Sì mira a un modello non più veloce, ma da loro ritenuto più efficace, dove i compiti svolti da due camere praticamente identiche verranno svolte solamente da una, dalla Camera dei deputati. Inoltre, il senato avrà sempre un ruolo di controllo e supervisione, ma si occuperà di competenze regionali, rispondendo in questo modo al problema del titolo V della Costituzione (della quale è prevista la revisione).

Il comitato del No ritiene, di contro, che eliminare il bicameralismo paritario porterà ad un accentramento del sistema, rafforzando in tal modo il potere centrale del governo. Inoltre, i membri del senato, svolgendo già altre mansioni, potranno incontrare delle problematiche in termini di gestione di entrambi gli incarichi, soprattutto a livello di tempistica e funzionalità.

 

Riguardo Mariacarmela Misuraca

24 anni, Ribera. Laureata in Studi Filosofici e storici presso l'Università di Palermo. Attualmente sono laureanda in Scienze filosofiche.

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