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Pronuncia del Consiglio di Stato sul diritto allo studio: intervista all’avvocato Francesco Leone

Lo scorso 11 aprile  la vittoria in giudizio di 1300 studenti iscritti all’Università degli Studi di Palermo per ottenere il rimborso delle tasse universitarie essendo gli stessi vincitori di borsa di studio. Un risultato sentenziato dal Consiglio di Stato che,  ritenuto illegittimo il pagamento delle tasse richiesto agli studenti idonei, ha riconosciuto la loro richiesta avanzata attraverso gli avvocati.

Ciò che viene a mancare, secondo la pronuncia del Consiglio di Stato e secondo la richiesta degli studenti, è sostanzialmente il rispetto del diritto allo studio.

Ma che cos’è esattamente il diritto allo studio?

Lo abbiamo chiesto all’avvocato Francesco Leone, che ha seguito gli studenti ricorrenti.

Quando si parla di diritto allo studio è necessario ricordare che è la stessa Costituzione, all’art. 34, a disporre che i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. 
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. In parole semplici, qualsiasi ostacolo si frapponga tra uno studente e il suo diritto all’istruzione dovrebbe essere rimosso, senza se e senza ma.
 Quanto è importante proteggere il diritto allo studio e perché?
 Un paese che non è in grado di assicurare a tutti i suoi cittadini il diritto allo studio è doppiamente miope. In primo luogo perché impedisce l’autodeterminazione e l’evoluzione personale dei giovani, in secondo luogo perché il progresso, anche economico, di uno Stato è direttamente proporzionale al proprio grado di scolarizzazione. Un esempio concreto potrebbero essere i cosiddetti nuovi paesi emergenti. L’India, tanto per citarne uno, ha investito negli ultimi trent’anni nell’istruzione puntando, soprattutto, nelle facoltà scientifiche e nelle nuove tecnologie. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti: l’India, insieme alla Cina, è diventato uno dei primi esportatori di prodotti digitali al mondo e, la cosa più importante, sono prodotti ideati da ingegneri indiani.
Ci sono precedenti circa la pronuncia del Consiglio di Stato e la condotta del nostro Ateneo?
 Già lo scorso anno la Giustizia Amministrativa si era occupata dell’illegittimità delle tasse dell’Ateneo palermitano. La vicenda si è ripetuta sorprendentemente anche quest’anno. I motivi di questa reiterazione non li conosco, se poi le vittime dell’azione illegittima dell’Ateneo sono  ragazzi privi di mezzi economici, la cosa assume i contorni dell’eticamente inaccettabile.
Che consigli intende dare agli studenti che sentono venire meno i propri diritti?
 I consigli sono tre: non crogiolarsi nell’ignoranza e avere voglia di leggere le regole che disciplinano la propria vita di studente (statuto, regolamenti didattici o, più semplicemente, la nostra Costituzione), votare per dei rappresentanti capaci e non avere paura di nessuno. Se poi uno studente ha un dubbio, e nessuno sembra in grado di dissiparlo, può rivolgersi sempre ad un avvocato.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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