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Biblioteche a Palermo

Il concetto di biblioteca necessita di una specifica. Non è biblioteca una raccolta di libri, ma essa diventa biblioteca nel momento in cui viene assunto un criterio di ordinamento sistematico e scientifico, condizione indispensabile in particolare per la biblioteca pubblica. La biblioteca è pubblica non in relazione alla proprietà dell’istituzione, bensì alla sua destinazione, alle sue attività, alla sua “missione” come viene definita a partire dal Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche, del 1995:

“La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l’apprendimento permanente, l’indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell’individuo e dei gruppi sociali. Questo Manifesto dichiara la fede dell’UNESCO nella biblioteca pubblica come forza vitale per l’istruzione, la cultura e l’informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne. (…) La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione. I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, sesso, religione, nazionalità, lingua, o condizione sociale. (…) I materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società, così come la memoria dell’immaginazione e degli sforzi dell’uomo. Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura ideologica, politica, o religiosa, né a pressioni commerciali”.

La biblioteca è fin dall’antichità segno di prestigio, istituzione di civiltà e veicolo di trasmissione del sapere. A partire dalle grandi biblioteche del periodo ellenistico e dell’antica Roma si ha una concezione di uso pubblico della biblioteca, che può includere anche servizi come il prestito e la copiatura, ma sempre per una ristrettissima cerchia di utenti. Bisognerà attendere l’età moderna e l’avvento della stampa perché si elabori il concetto di biblioteca pubblica in senso proprio: in Italia durante l’Umanesimo e il Rinascimento si formano imponenti raccolte private che costituiranno il nucleo delle biblioteche nazionali; in Francia Gabriel Naudé pubblica nel 1627 il primo trattato moderno di biblioteconomia, Advis pour dresser une bibliothèque, che propugna l’importanza della biblioteca pubblica, e nel corso dell’Ottocento si definisce la fisionomia delle public libraries dei paesi anglosassoni.

La biblioteca è oggi di fronte a un punto di svolta. Le rapide innovazioni tecnologiche trasformano profondamente la professione del bibliotecario, la sua missione nei confronti dell’utente e l’organizzazione delle raccolte. Ancor di più, imponenti progetti di digitalizzazione delle raccolte rendono direttamente accessibili a studiosi e lettori di tutto il mondo il contenuto dei documenti, fornendo un surrogato virtuale del libro che è uno straordinario strumento di conoscenza, a patto che non si dimentichi l’importanza della materialità dell’oggetto.

Molti non si rendono conto della grande possibilità che ci viene data attraverso le biblioteche pubbliche, che possono essere vissute come spazi multifunzionali: non solo per lo studio, ricerche e la lettura (di libri e quotidiani e riviste) ma anche come vero e proprio luogo di aggregazione sociale, dove partecipare a incontri e attività culturali, prendere in prestito un film in dvd o un cd di musica, navigare in internet, stimolare la curiosità dei bambini.

Le biblioteche sono servizi indispensabili, da tutelare in quanto bene comune.

La biblioteca è conoscenza, è crescita, è anche sostenibile ed economica, è luogo di incontro, di condivisione, di creatività, di partecipazione. Ed è tutto gratuito, e a portata di mano.

Ma, una biblioteca vale l’altra?

No, le biblioteche non sono tutte uguali: ci sono diversi tipi di biblioteche che offrono servizi diversi a utenti diversi. Per poterci orientare, scegliendo di volta in volta la biblioteca che meglio può soddisfare le nostre necessità di informazione e di studio, ci sarà utile imparare a riconoscere le caratteristiche e le differenze principali.

Biblioteche Comunali o Civiche

Sono le biblioteche che dipendono dalle singole amministrazioni comunali, le più diffuse sul territorio, che svolgono capillarmente l’attività di pubblica lettura e di informazione di base. Si tratta di biblioteche generali, che soddisfano le esigenze di chi deve intraprendere una ricerca semplice o accostarsi alla lettura di pubblicazioni recenti. Comprendono di solito anche una sezione così detta locale, che raccoglie la documentazione storica e moderna sull’area del comune di riferimento.

Quasi tutte hanno, inoltre, una sezione, più o meno ampia, dedicata ai ragazzi.

Biblioteche Pubbliche Statali

Sono dette anche governative o nazionali, in quanto non dipendono dalle autorità locali, ma dal Ministero per i beni culturali e ambientali, e sono le uniche in Italia ad essere regolamentate da una legge (DPR 5 Luglio 1995 n. 417). Si tratta di grandi biblioteche dedicate soprattutto alla conservazione della produzione editoriale italiana, generalmente con ampie collezioni storiche.

Sono frequentate da studiosi e ricercatori che non possono trovare in altre biblioteche i testi rari o specialistici di cui hanno bisogno.

Biblioteche delle Università

Sono biblioteche specializzate, aperte ai docenti e agli studenti di ciascuna Università. Secondo l’organizzazione data dall’Ateneo di appartenenza, possono essere centrali, di dipartimento, di facoltà, di istituto; possono, anche all’interno della stessa Università, avere orari diversi, offrire servizi differenziati o applicare regolamenti particolari.

Biblioteche Scolastiche

Funzionano all’interno delle scuole, a disposizione di allievi e insegnanti. Dovrebbero raccogliere la documentazione e fornire gli strumenti utili per la didattica e lo studio, seguendo lo svolgimento dei programmi ed offrendo occasioni di approfondimento; hanno pertanto carattere generale, con eventuali specializzazioni negli istituti superiori in relazione ai diversi indirizzi di studi. Oltre che “biblioteche della scuola” possono essere anche preziose “scuole di biblioteca”, educando i ragazzi non solo alla lettura, ma anche all’uso degli strumenti di consultazione e di ricerca propri delle biblioteche.

 Altre Biblioteche

Esistono oltre a queste anche altre biblioteche, di proprietà pubblica o privata o di istituzioni ecclesiastiche. Di solito raccolgono collezioni, storiche o di documentazione corrente, legate agli interessi e all’attività dell’ente di riferimento; hanno, quindi, per lo più carattere specialistico, e non sempre sono aperte al pubblico.

Di seguito l’elenco di tutte le biblioteche presenti nella città di Palermo, ricavato da www.regione.sicilia.it.

Biblioteche a Palermo

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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